Donne nella Scultura
Conferenza sulla scultura al femminile a cura di Elisabetta Parente.
Che le donne dovessero limitarsi a dipingere fiori e a non occuparsi di scultura o di arti più impegnative, (come gli affreschi, le sculture monumentali, i cicli storici riservati solo agli uomini), era un pregiudizio molto diffuso nelle accademie e nella cultura artistica del 18° e 19° secolo, che relegava le donne a generi considerati minori e decorativi.
Eppure, da Camille Claudel, la pioniera tragica e rivoluzionaria, fino alle protagoniste del Novecento italiano, molte hanno aperto varchi potentissimi.
Come Regina Cassolo Bracchi, che crea sculture modulari, leggere, dinamiche usando alluminio e latta;
Caterina Crepax, figlia del fumettista Guido Crepax, la scultrice della carta: le sue opere sono abiti-scultura onirici, installazioni, figure femminili sospese tra moda, teatro e arte;
Rachele Bianchi: le sue donne sono spesso monumentali, avvolte in manti o corazze che sembrano proteggerle e, allo stesso tempo, isolarle. (una sua opera si può ammirare in via Vittor Pisani nei pressi della stazione Centrale di Milano)
Tre scultrici che incarnano tre modi completamente diversi di intendere la forma, il materiale e la presenza femminile nello spazio.

